La Cina è meglio di noi. Loro non dicono nella costituzione che sono democratici. Almeno sono coerenti.
Non parliamo più male della Cina, non ne abbiamo più il diritto...
martedì 7 aprile 2009
Non parliamo più male della Cina
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giovedì 12 marzo 2009
Il Carroccio? Nato in Calabria
Una lista civica con quel simbolo debutto' a Lamezia Terme negli anni '70
Il Carroccio, simbolo del partito della Lega, e' nato in Calabria negli anni '70. E precisamente a Lamezia che, a quel tempo, era fresca di unificazione per il congiungersi delle citta' di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia. Artefice di quell'intuizione fu il senatore lametino Arturo Perugini.
//continua//
Il Carroccio, simbolo del partito della Lega, e' nato in Calabria negli anni '70. E precisamente a Lamezia che, a quel tempo, era fresca di unificazione per il congiungersi delle citta' di Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia Lamezia. Artefice di quell'intuizione fu il senatore lametino Arturo Perugini.
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mercoledì 11 marzo 2009
Libertà dei blogger, libertà di espressione
In risposta a http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=334789
"Come ricostruisce la sentenza di Piazza Cavour, alcune delle frasi incriminate, oltre ad avere offeso la religione cattolica mediante il vilipendio dei suoi fedeli e dei suoi ministri "avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Inutile il ricorso dell’Aduc in Cassazione che tra l’altro ha contestato l’illegittimità del sequestro preventivo delle pagine web perchè l’offesa ad una confessione religiosa non è contraria al buon costume. Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha ricordato che "gli interventi dei partecipanti al forum on line non possono essere fatti rientrare nell’ambito della nozione di stampa". Questo perché "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa".
.....
Mmmh, offese ad una divinità soprannaturale onnipotente? Ma cribbio, che bisogno c'è dell'intervento della magistratura? Una divinità onnipotente può farsi giustizia da sola! Un bel fulmine che brucia l'hard disk blasfemo...
Certo, bisogna dire che queste divinità non si fanno mai vedere di persona, e neppure per tramite di qualche prodigioso evento... Insomma a quanto pare si comportano esattamente come se non esistessero affatto, ma via, sono dettagli...
----
Piccola precisazione per i fanatici religiosi:
La divinita' in questione non ha mai dato mandato ad alcuno di difenderla, e ha detto di porgere l'altra guancia...
---
ps
Articolo 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione*.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
"ogni altro mezzo di diffusione" include Internet.
"Come ricostruisce la sentenza di Piazza Cavour, alcune delle frasi incriminate, oltre ad avere offeso la religione cattolica mediante il vilipendio dei suoi fedeli e dei suoi ministri "avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Inutile il ricorso dell’Aduc in Cassazione che tra l’altro ha contestato l’illegittimità del sequestro preventivo delle pagine web perchè l’offesa ad una confessione religiosa non è contraria al buon costume. Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha ricordato che "gli interventi dei partecipanti al forum on line non possono essere fatti rientrare nell’ambito della nozione di stampa". Questo perché "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum, ma non per questo il forum resta sottoposto alle regole e agli obblighi cui è soggetta la stampa".
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Mmmh, offese ad una divinità soprannaturale onnipotente? Ma cribbio, che bisogno c'è dell'intervento della magistratura? Una divinità onnipotente può farsi giustizia da sola! Un bel fulmine che brucia l'hard disk blasfemo...
Certo, bisogna dire che queste divinità non si fanno mai vedere di persona, e neppure per tramite di qualche prodigioso evento... Insomma a quanto pare si comportano esattamente come se non esistessero affatto, ma via, sono dettagli...
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Piccola precisazione per i fanatici religiosi:
La divinita' in questione non ha mai dato mandato ad alcuno di difenderla, e ha detto di porgere l'altra guancia...
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ps
Articolo 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione*.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
"ogni altro mezzo di diffusione" include Internet.
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sabato 28 febbraio 2009
Il Capitano è fuori a pranzo
Oggi niente cavalli. Mi sento stranamente normale. Capisco perché Hemingway aveva bisogno delle corride, gli fornivano una cornice, gli ricordavano dov'era e cos'era. Talvolta ce ne dimentichiamo, a furia di pagare bollette del gas, far cambiare l'olio e via dicendo. La maggior parte della gente non è preparata alla morte, alla propria o a quella di chicchessia. Ne sono scioccati, terrorizzati. E' come una grossa sorpresa. Che diavolo, non dovrebbe esserlo. Io mi porto la morte nel taschino. A volte la tiro fuori e le parlo: "Ciao bella come va ? Quand'è che vieni a prendermi? Sono pronto".
Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire.
Vedete che i cavalli mi servono, altrimenti perdo il senso dell' umorismo. Se c'è una cosa che la morte non può soffrire è che si rida di lei. Una buona risata può fregare qualsiasi handicap. Non rido da tre o quattro settimane. Qualcosa mi sta divorando vivo. Mi gratto, mi giro, mi guardo attorno, cerco di trovarlo. Il Cacciatore è furbo. Uno che non si fa vedere. O forse una.
Il computer deve tornare al negozio. Vi risparmierò i dettagli. Un giorno sui computer ne saprò più dei computer stessi. Ma per il momento questa macchina mi tiene per le palle.
Ci sono due redattori che conosco che ce l' hanno su con i computer. Ho qui queste due lettere che si scagliano contro i computer. Sono rimasto molto sorpreso dalla durezza delle lettere. E dal loro infantilismo. Io so bene che il computer non può scrivere al osto mio. E se potesse, non lo vorrei. Quei due si sono spinti un po' troppo in là. La conclusione è che il computer nuoce allo spirito. Be', come molte altre cose. Ma io sono per le cose utili, se posso scrivere due volte tanto e la qualità rimane la stessa, allora scelgo il computer. Per me scrivere è volare, è accendere un fuoco. Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
Quelli là pensano che per avere un'anima devi essere per forza in croce e sanguinare. Ti vogliono mezzo matto, che ti sbavi sul davanti della camicia. Ne ho avuto abbastanza di croci, ne ho le tasche piene. Se riesco a tenermi alla larga dalla croce, ho ancora parecchie cose da dire. Troppe. Che ci vadano loro sulla croce, gli farò le mie congratulazioni. Ma per scriver non basta il dolore, ci vuole uno scrittore.
Comunque, questo lo riporto al negozio e quando i miei redattori vedranno il lavoro scritto a macchina penseranno: "Ah, Bukowski ha ritrovato la sua anima. Questa roba si legge molto meglio".
Be', insomma, cosa faremmo senza i nostri redattori? O meglio, cosa farebbero loro senza di noi?
Tratto da "Il Capitano è fuori a pranzo" di C. Bukowski , Feltrinelli
Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire.
Vedete che i cavalli mi servono, altrimenti perdo il senso dell' umorismo. Se c'è una cosa che la morte non può soffrire è che si rida di lei. Una buona risata può fregare qualsiasi handicap. Non rido da tre o quattro settimane. Qualcosa mi sta divorando vivo. Mi gratto, mi giro, mi guardo attorno, cerco di trovarlo. Il Cacciatore è furbo. Uno che non si fa vedere. O forse una.
Il computer deve tornare al negozio. Vi risparmierò i dettagli. Un giorno sui computer ne saprò più dei computer stessi. Ma per il momento questa macchina mi tiene per le palle.
Ci sono due redattori che conosco che ce l' hanno su con i computer. Ho qui queste due lettere che si scagliano contro i computer. Sono rimasto molto sorpreso dalla durezza delle lettere. E dal loro infantilismo. Io so bene che il computer non può scrivere al osto mio. E se potesse, non lo vorrei. Quei due si sono spinti un po' troppo in là. La conclusione è che il computer nuoce allo spirito. Be', come molte altre cose. Ma io sono per le cose utili, se posso scrivere due volte tanto e la qualità rimane la stessa, allora scelgo il computer. Per me scrivere è volare, è accendere un fuoco. Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
Quelli là pensano che per avere un'anima devi essere per forza in croce e sanguinare. Ti vogliono mezzo matto, che ti sbavi sul davanti della camicia. Ne ho avuto abbastanza di croci, ne ho le tasche piene. Se riesco a tenermi alla larga dalla croce, ho ancora parecchie cose da dire. Troppe. Che ci vadano loro sulla croce, gli farò le mie congratulazioni. Ma per scriver non basta il dolore, ci vuole uno scrittore.
Comunque, questo lo riporto al negozio e quando i miei redattori vedranno il lavoro scritto a macchina penseranno: "Ah, Bukowski ha ritrovato la sua anima. Questa roba si legge molto meglio".
Be', insomma, cosa faremmo senza i nostri redattori? O meglio, cosa farebbero loro senza di noi?
Tratto da "Il Capitano è fuori a pranzo" di C. Bukowski , Feltrinelli
venerdì 27 febbraio 2009
Immoralità
Tutti gli imbecilli borghesi che pronunciano, continuamente le parole "immoralità, immoralità, moralità dell'arte", mi fanno venire in mente Louise Villedieu, prostituta da cinque franchi, che accompagnandomi una volta al Louvre (...) domandava, dinanzi a quelle statue e a quei quadri immortali, come si potevano esporre pubblicamente simili indecenze.
Charles Baudelaire
Charles Baudelaire
Made in Italy?
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Con l'avvento della globalizzazione il mondo intero è cambiato: l'assetto del potere si è sbilanciato notevolmente verso il sud est asiatico e la Cina ne fa da protagonista. I prodotto Made in China e made in "sud est asiatico" popolano ormai ogni settore, persino l'alimentare (pensavate di mangiare pomodori italiani, eh?).
**
Per fortuna che c'è il Made in Italy; è sinonimo di innovazione, di ottimo desing, di materiali ricercati e allo stesso tempo pregiati, insomma, il meglio che si possa trovare sul mercato (non a parità di prezzo ovviamente). Tutto il mondo ci invidia...come si fa a non desiderare una Ferrari, i vestiti di Valentino , le mutande di Armani? (Il Kelto??! ,ndr)
Quello che invece voglio sottolineare è questo. Ma siamo sicuri di fidarci quando vediamo scritto "made in italy"? Chi ci da la certezza che sia davvero prodotto in Italia? C'è un comitato o un organizzazione che tutela e certifica il vero e discrimina il falso?
E' possibile che il solito schiavo di turno cinese (o turco o taiwanese) , nella sua fabbrica a Bejiin, dopo aver finito il prodotto abbia attaccato la famigerata targhetta "Made in Italy"? ... Certo che potrebbe farlo, chi glielo vieta? Però si sa' , i cinesi (alcuni) sono molto patriottici e ci tengono a far sapere al mondo intero che il 70% dei prodotti di consumo viene dalla loro patria.
Quello sul quale invece vorrei riflettere è un'altro punto di vista : ma se dei cinesi (o turchi o chicchessia) producesse un prodotto in Italia (con fabbrica in Italia, ma con manodopera straniera altamente non qualificata) allora cosa dovrebbe mettere sulla targhetta a prodotto finito? Made in Italy o Made in xxx* ?
E se i prodotti che fanno non rispettano le norme di sicurezza o non hanno degli standart qualitativi degli del vero made in italy, che si fa? E' l'intero settore che perde credibilità per quei pochi che non rispettano gli standard del vero made in italy (ammesso che sia davvero di qualità)?
Ecco secondo me una soluzione di stampo molto leghista, alla Calderoli :
| Made In Italy ma da un cinese |
:)
*xxx= Stato di provenienza
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giovedì 26 febbraio 2009
Lettera aperta al parroco
In questa pagina è contenuta una sarcastica lettera sulle parole della religione e la realtà della vita vissuta.
Don Giovanni è (anzi era ormai) il parroco della mia cittadella Brusaporto ; durante le nostre svariate conversazioni ha affermato che l'Omosessualità, secondo la Bibbia (Lev.18:22)* é un abominio,e non può essere tollerata in alcun caso.
La seguente é una lettera indirizzata a Don Giovanni.
Caro Don Giovanni
le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore. Ho imparato davvero molto dalle sue discussioni, ed ho cercato di dividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò é un abominio. Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.
- Vorrei vendere mia figlia come schiava, come sancisce (Esodo 21:7). Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
- Quando sull'altare sacrificale accendo un fuoco e vi ardo un toro, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Lev.1.9). Il problema é con i miei vicini: loro, i blasfemi, sostengono che l'odore non é piacevole. Devo forse percuoterli?
- So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Lev.15: 19-24.).Il problema é come faccio a chiederle questa cosa? Molte donne s'offendono.
- Il Levitico ai versi 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschiche femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere.
Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?
- Un mio vicino insiste per lavorare di Sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei é considerato un abominio (Lev. 11:10), lo sia meno dell'omosessualità. Non sono affatto d'accordo. Può illuminarci sulla questione?
- Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo é espressamente vietato dalla Bibbia (Lev 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
- Mio zio possiede una fattoria. E' andato contro Lev. 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. E' proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono,come simpaticamente consiglia Lev 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondere a queste semplici domande. Nell'occasione, la ringrazio ancora per essere così solerte nel ricordare a tutti noi che la parola di Dio é eterna ed immutabile.
Sempre suo.
Un ammiratore devoto.
*= per chi non lo sapesse il Levitico 18:22 recita così: "Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole"
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